Cap. 13- 20

Capitolo XIII
Assalto alla casa del vicario – Arrivo di Ferrer. 

Saccheggiato il forno, la folla si rivolta contro il vicario di provvisione, cioè il funzionario addetto al vettovagliamento della città.
Inferocita si getta all’assalto della casa del vicario e soltanto l'intervento del Ferrer giova a salvare il vicario dal linciaggio.

"…all'estremità della folla, dalla parte opposta a quella dove stavano i soldati, era arrivato in carrozza Antonio Ferrer, il gran cancelliere; …
…- In prigione il vicario! Viva Ferrer! Largo a Ferrer! -..."

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Capitolo XIV

Renzo all’osteria 
Eccitato da questi fatti, Renzo, trovatosi in mezzo a un crocchio di gente, fa un discorsetto sulle ingiustizie dei potenti, a sfogo delle proprie pene.
Uno sbirro in borghese porta Renzo all'osteria, lo fa bere e riesce anche a carpirgli le sue generalità.
Del tutto ubriaco, Renzo va a dormire

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Capitolo XV

Arresto di Renzo 

Al mattino è svegliato dalle guardie che tentano di condurlo al palazzo di giustizia con la pesante accusa di sedizione pubblica.
Ma per strada gli sbirri che hanno arrestato Renzo sono circondati dalla folla minacciosa: Renzo può così sfuggire dalle loro mani.

 

 

 

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Renzo tra gli sbirri

 

 

 

 

 

 

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 Capitolo XVI
La fuga di Renzo
Prosegue la fuga di Renzo: uscito fortunosamente da Milano, si incammina verso Bergamo, dove spera di trovare aiuto dal cugino Bortolo, fuori dei confini dello Stato.
A Gorgonzola, soffermatosi in un’osteria, apprende che quel giorno la giustizia milanese s'è lasciata sfuggire dalle mani uno dei responsabili della rivolta; e capisce che quel tale è lui.
Riprende al più presto la strada, atterrito per il rischio gravissimo che ha corso.

"-Scappa, scappa, galantuomo: lì c'è un convento, ecco là una chiesa; di qui, di là, - si grida a Renzo da ogni parte. In quanto allo scappare, pensate se aveva bisogno di consigli.

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Renzo nell'osteria di Gorgonzola

Uno venuto da Milano racconta:"..la giustizia aveva acchiappato uno in un'osteria....che s'era messo a predicare che ammazzassero tutti i signori.."

Renzo capisce che si parla di lui.

 

 

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Capitolo XVII

Passaggio dell’Adda 

 

Giunge in piena notte all'Adda, allora confine tra gli Stati di Milano e di Venezia.
All'alba, un barcaiolo lo porta di là dal fiume, in salvo.
A Bergamo, il cugino gli promette lavoro.

"…è sul ciglio della riva, guarda giù; e, di tra i rami, vede una barchetta di pescatore, che veniva adagio, contr'acqua, radendo quella sponda. Scende subito per la più corta, tra i pruni; è sulla riva; dà una voce leggiera leggiera al pescatore; e, con l'intenzione di far come se chiedesse un servizio di poca importanza, ma, senza avvedersene, in una maniera mezzo supplichevole, gli accenna che approdi".

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Incontro di Renzo col cugino Bartolo

 

 

 

 

 

 

 

 

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Capitolo XVIII

Apprensione di Agnese:“Agnese da fra Galdino” 

Al paesello, gli sbirri ricercano inutilmente Renzo. Don Rodrigo apprende così le disavventure del suo rivale; e intenzionato sempre di più a rapire Lucia, pensa di ricorrere a un uomo più potente di lui per giungere al rifugio della ragazza.
Agnese, preoccupata per la mancanza di notizie, cerca anch'essa Renzo al paese, dove apprende da fra Galdino che padre Cristoforo è stato trasferito a Rimini.


"Agnese smontò sulla piazzetta del convento, lasciò andare il suo conduttore con molti: Dio ve ne renda merito; e giacché era lì, volle, prima d'andare a casa, vedere il suo buon frate benefattore. Sonò il campanello; chi venne a aprire, fu fra Galdino, quel delle noci.
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 Capitolo XIX
L’Innominato
Responsabile della sua partenza è il conte Attilio, che a Milano è riuscito a convincere il conte zio, importante personaggio, a chiedere al padre provinciale dei cappuccini l'allontanamento del frate per una missione di parecchi mesi.
Don Rodrigo agisce a sua volta recandosi dal potente signore che lo aiuterà a rapire Lucia, l'Innominato.

"Ma la fama di questo nostro era già da gran tempo diffusa in ogni parte del milanese: per tutto, la sua vita era un soggetto di racconti popolari; e il suo nome significava qualcosa d'irresistibile, di strano, di favoloso.

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Incontro tra il Provinciale cappuccino e il Conte zio

 

 

 

 

 

 

 

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 Capitolo XX

Ratto di Lucia

Don Rodrigo convince all'impresa l'Innominato che manda il capo dei suoi bravi, il Nibbio, da quell'Egidio, che sa in relazione con la monaca di Monza.
Gertrude, sollecitata dall'amante, fa uscire con una scusa Lucia dal convento: i bravi, guidati dal Nibbio, possono rapire Lucia e portarla al castello del loro signore.
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Don Rodrigo incontra l'Innominato

 

 

 

 

 

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"-Monza è di qua... - e si voltava, per accennar col dito; quando l'altro compagno (era il Nibbio), afferrandola d'improvviso per la vita, l'alzò da terra".

 

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Rapimento di Lucia da parte dei bravi e del Nibbio

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