Cap. 1- 7

VITA di Alessandro Manzoni


-A. Manzoni nasce a Milano il 7 marzo 1795, con ogni probabilità da una relazione extramatrimoniale della madre Giulia Beccaria con Giovanni Verri, fratello minore dei più celebri illuministi Pietro e Alessandro. Il conte Pietro Manzoni ne riconobbe comunque la paternità
- Studia in vari collegi di padri somaschi e barnabiti
- Tra il 1805 e il 1810, vive con la madre a Parigi, dove frequenta il circolo dei cosiddetti ideologues
- Nel 1808 durante un breve soggiorno a Milano, conosce e sposa la calvinista Enrichetta Blondel
- Nel 1810 avviene la conversione  al cattolicesimo : fu un evento graduale che egli compì assieme alla madre ed alla moglie, sotto la guida di due sacerdoti giansenisti, il Degola e il Tosi
- Tra il 1810 e il 1825 Manzoni compone la maggior parte delle sue opere, è quello che verrò definito il QUINDICENNIO CREATIVO del poeta, promosso anche da una vita familiare serena, allietata dalla nascita di dieci figli
- Il rigorismo morale e religioso del Manzoni, la sua avversione per ogni forma di polemica,lo porteranno a rifiutare ogni forma di diretto impegno sociale e politico che dovesse realizzarsi sul piano pratico . La sua esistenza è sobria e regolare, se paragonata ad esempio a quella di un Foscolo

Dopo l’ edizione dei Promessi Sposi del ’27 visse altri 46 anni, non componendo che qualche frammento poetico e poche opere saggistiche. Furono anni molto difficili che videro l’ esistenza del poeta segnata da numerosi lutti: la perdita della moglie Enrichetta, della madre, della seconda moglie, di otto dei dieci figli. Gli ultimi anni trascorsero così in modo ancor più ritirato e riservato
- Nel 1860 viene nominato senatore del Regno d’ Italia
- Muore a Milano nel 1873. Nell’ anniversario della sua morte venne eseguita nella Chiesa di San Marco la Messa da requiem composta da Giuseppe Verdi

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Il Romanzo

Capitolo Primo
Don Abbondio e i Bravi


È descritto ampiamente il territorio montuoso di Lecco, a ridosso di «quel ramo del lago di Como», che da Lecco appunto prende nome. L'azione incomincia con una data precisa, la sera del 7 novembre 1628, quando, in una delle stradicciole sulla costiera, un parroco di campagna, don Abbondio, incontra due «bravi» di un signorotto del tempo, don Rodrigo, che in nome del loro padrone gli ingiungono di non celebrare il matrimonio, già fissato per il giorno dopo, tra i due giovani operai Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Il parroco, spaventato, promette obbedienza. Giunto alla canonica, pressato dalla serva Perpetua, rivela le ragioni del suo turbamento e va a letto più morto che vivo.

 

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I bravi di Don Rodrigo fermano Don Abbondio

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Capitolo II

Don Abbondio rifiuta di celebrare le nozze 

Al mattino successivo, quando Renzo si reca alla chiesa, apprende che per alcune formalità il matrimonio deve rinviarsi.
Poco convinto, sul punto di andarsene, vede Perpetua che non può fare a meno di fargli intendere che le ragioni sono ben altre.
Nuovo colloquio tempestoso con don Abbondio, costretto da Renzo a rivelare che l'impedimento è don Rodrigo, il signorotto del paese.
Renzo si precipita a casa di Lucia.


 

 

 

 

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Don Abbondio rifiuta le nozze tra Renzo e Lucia

 

Leggi per intero il secondo capitolo,cercando con Google:"Il testo integrale del romanzo".

 

 

 

 

 

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Capitolo III

Renzo va dal dottor Azzeccagarbugli 


Lucia è in casa con la madre Agnese e le amiche, in attesa dello sposo.
A Renzo, che sopraggiunge ansioso e pretende spiegazioni, essa confessa di essere stata fermata per strada, di ritorno dal lavoro nella filanda, da don Rodrigo che le ha rivolto parole poco belle.
Aggiunge di aver rivelato la cosa a padre Cristoforo, il suo confessore e di essere stata consigliata da lui a tacere e affrettare le nozze.
Renzo, indignato, vorrebbe compiere spropositi.
Agnese lo spinge piuttosto ad andare a Lecco da un avvocato: Renzo va dal dottor Azzeccagarbugli, portando i capponi, ma l'avvocato, quando apprende che c'è di mezzo don Rodrigo, lo butta fuori di casa.
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Renzo a Lucia:"e non mi avete mai detto niente di Don Rodrigo?".

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Capitolo IV
Padre Cristoforo,Lucia e Agnese 

Padre Cristoforo, avvertito da Lucia, esce dal suo convento di Pescarenico e si reca alla casa delle due donne.
Il capitolo è in gran parte occupato dalla narrazione della giovinezza del frate: figlio di un facoltoso mercante, aveva ricevuto una raffinata educazione.
Venuto un giorno a diverbio con un nobile, l'aveva ucciso in duello; quindi, per espiazione, s'era fatto frate, mutando il nome di Lodovico in quello di Cristoforo.
Il nostro Cristoforo, ottenuto il perdono dal fratello del nobile ucciso, prima di accomiatarsi chiese un pane, da portare sempre con sé, come segno tangibile del perdono

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Padre Cristoforo esce dal convento di Pescarenico per andare in casa di Lucia.La conforta dicendo:"Dio non vi abbandonerà".

 

 

 

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Capitolo  V

Padre Cristoforo da don Rodrigo 

Parlato con le due donne, Padre Cristoforo si reca da don Rodrigo per convincerlo a desistere dal suo proposito.
Al palazzo del signorotto, è ricevuto in sala da pranzo ove è in corso un banchetto, cui il padrone di casa ha invitato un suo cugino, il conte Attilio, e altri personaggi importanti del paese.
Si discute della guerra in corso per la successione del ducato di Mantova, si brinda all'abbondanza (mentre nelle campagne infuria la fame) e si disserta su futili questioni d'onore.
Padre Cristoforo è chiamato a dir la sua.

 

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Padre Cristoforo chiede a Don Rodrigo di essere ascoltato

(Leggi per intero il quinto capitolo,cercando con Google:"Il testo integrale del romanzo".

 

 

 

 

 

 

 

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Capitolo VI

Colloquio di Padre Cristoforo e don Rodrigo.

Finalmente don Rodrigo riceve in disparte Padre Cristoforo. Il frate accusa il signore di perseguitare Lucia e gli minaccia la vendetta di Dio.
Don Rodrigo scaccia il frate che prima di lasciare il palazzo ha la promessa di un vecchio e buon servitore che sarà avvertito degli eventuali progetti infami del suo padrone.
Intanto, in casa di Lucia, Agnese espone ai due giovani il progetto di strappare il matrimonio a don Abbondio, presentandosi a lui con due testimoni e dichiarando l'intenzione di sposarsi.
Sembra che secondo l'uso il matrimonio sarà così ugualmente valido. Lucia è riluttante; Renzo, entusiasta, esce in cerca dei due testimoni e li trova in Tonio, cui promette di pagare un debito che costui ha col curato, e nel fratello di lui, Gervaso.

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Padre Cristoforo si scontra con Don Rodrigo.

"Verrà un giorno!". 

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Agnese e Renzo propongono un matrimonio a sorpresa

 

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"Renzo io voglio essere vostra moglie,ma per la strada diritta,col timore di Dio e all'altare".

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Capitolo VII

Renzo Lucia Agnese 
Padre Cristoforo annuncia desolato alle due donne il fallimento della sua missione.
Per il furore di Renzo, Lucia acconsente all'idea della madre Agnese del matrimonio a sorpresa presso Don Abbondio.
Intanto nel paese si vede gente strana, e un mendicante va alla casetta di Lucia a chiedere l'elemosina con l'aria di esplorare il luogo.
Sono gli uomini di don Rodrigo che studiano il modo di rapire Lucia, agli ordini del capo dei bravi, il Griso.
A sera, i due giovani, Agnese e i testimoni s'avviano in silenzio verso la casa di don Abbondio.

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Fallito matrimonio a sorpresa di Renzo e Lucia davanti a Don Abbondio

 

 

 

 

 

 

 

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Il Griso,capo dei bravi di Don Rodrigo,incaricato di rapire Lucia

 

 

 

 

 

 

 

 

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